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Indice

  • Note iniziali
  • Introduzione
  • Capitolo 1. La veritÓ oggettiva

    Capitolo 2. La prassi Ŕ il criterio della veritÓ

    Capitolo 3. VeritÓ relativa e veritÓ assoluta

    Capitolo 4. La veritÓ concreta

    Capitolo 5. La lotta tra la veritÓ e l'errore

     

     
    Conoscenza e veritÓ secondo la Teoria del Riflesso

     

    di Chang En-tse

     

    Capitolo V

     

    LA LOTTA TRA LA VERITÀ E L'ERRORE

     

    3. La verità si sviluppa nella lotta contro l'errore.

    La dialettica materialistica considera la contraddizione il motore di ogni cosa e quindi anche dello sviluppo della conoscenza umana. La lotta degli opposti è assoluta: solo attraverso la lotta le contraddizioni possono essere superate, le cose e i fenomeni possono svilupparsi; è soltanto nella lotta che le contraddizioni tra l'errore e la verità nella conoscenza possono essere risolte, e la verità può svilupparsi. Senza questa lotta, è impossibile evidenziare l'errore, è impossibile distinguerlo con chiarezza dalla verità; il problema di superarlo e di sviluppare la verità non si pone neppure. Mao ha scritto (in “Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo”, cap. VIII):

    Ciò che è giusto si sviluppa sempre nella lotta contro ciò che è sbagliato. Il vero, il buono e il bello esistono sempre in relazione al falso, al cattivo e al brutto, e si sviluppano sempre nella lotta contro questi. Nel momento stesso in cui l'umanità rifiuta universalmente una cosa sbagliata e accetta una verità più nuova entra a sua volta in lotta contro nuove opinioni sbagliate. Tale lotta non avrà mai fine: questa è la legge di sviluppo della verità ed è certamente anche la legge di sviluppo del marxismo.

    La storia dello sviluppo della conoscenza umana è una delle più entusiasmanti: è la storia del suo sviluppo nella lotta tra la verità e l'errore. La storia della filosofia consiste nella lotta tra il materialismo e l'idealismo, tra la dialettica e la metafisica: è la storia del costante sviluppo, in questa lotta, del materialismo e della dialettica.

    Questo vale anche per lo sviluppo delle scienze della natura. Nella loro infanzia le scienze erano invischiate nella superstizione e nell'inesattezza; inoltre gli stessi uomini di scienza erano superstiziosi. Un esempio tratto dalla chimica: l'alchimia, praticata da stregoni, maghi e monaci taoisti, ne è stato lo stadio iniziale. Orbene, la chimica scientifica si è emancipata proprio nella lotta contro l'alchimia. Nel corso dello sviluppo delle scienze, molte conoscenze sono state acquisite e riconosciute giuste al prezzo di ardue lotte e dopo lunghe e faticose tappe. Spesso queste lotte sono state molto accanite perché erano condotte in una società ove la classi si opponevano. All'inizio la teoria di Copernico non fu considerata solo un errore, fu oggetto di ogni tipo di attacchi e persecuzioni. Era in contraddizione con il dogma religioso e scatenò il furore della Chiesa e dei suoi difensori fanatici che perseguitarono con crudeltà lo scienziato che si basava sulla teoria di Copernico, Galileo, il quale aveva fatto avanzare lo sviluppo dell'astronomia. Il medico Serveto fu bruciato dai calvinisti per aver scoperto la circolazione del sangue e anche il darwinismo subì diverse persecuzioni. Darwin, per aver dimostrato le leggi naturali dello sviluppo dell'essere vivente e le cause naturali dell'origine della specie umana, entrò in conflitto con il dogma religioso e subì gli attacchi della Chiesa. E anche se oggi il darwinismo è riconosciuto ovunque, c'è ancora della gente che vi si oppone. In certi stati degli Usa è formalmente proibito insegnare nelle scuole la teoria darwiniana dell'evoluzione. Questi esempi mostrano che la lotta tra la verità e l'errore ha attraversato l'intera storia dello sviluppo della conoscenza umana e prova che la verità, qualunque sia l'asprezza di queste lotte e la tortuosità del percorso che deve compiere, finisce sempre per sconfiggere l'errore e traccia la via del suo proprio sviluppo. Questo vale per lo sviluppo di tutte le verità scientifiche.

    Anche il marxismo si è sviluppato nella lotta. Fin dalla sua nascita si è scontrato con ogni sorta di teorie borghesi e con le diverse forme del socialismo utopistico; è nato proprio attraverso tali lotte. In seguito ha subìto non soltanto la repressione borghese, ma anche gli attacchi degli opportunisti di ogni specie, contro i quali Marx ed Engels hanno lottato incessantemente, combattendo le teorie di Proudhon, di Lassalle, di Bakunin, di Dühring ecc. È nel corso stesso di queste lotte che il marxismo si è sviluppato e ha esteso la sua influenza. Dopo la morte di Marx e di Engels, il marxismo ha conosciuto le deviazioni che gli fecero subire i revisionisti della Seconda Internazionale; Lenin e il Partito bolscevico risollevarono la bandiera del marxismo, condussero una lotta senza compromessi contro i traditori della Seconda Internazionale, infransero l'assalto del loro revisionismo, salvaguardarono il marxismo e lo portarono a una nuova tappa storica.

    La stessa vittoria del marxismo-leninismo in Cina fu il risultato di una dura lotta contro ogni genere di errori. Il grande pensiero di Mao Zedong non fu riconosciuto fin dall'inizio; tutti gli opportunisti lo attaccarono, ma le lotte reali permisero di confrontarlo a più riprese con le concezioni opportunistiche; il pensiero di Mao Zedong si affermò e divenne la base teorica che guida il pensiero del Partito. La storia ha espresso il suo giudizio: non è il pensiero di Mao Zedong, ma tutte le concezioni borghesi e opportunistiche che sono state rifiutate. Nella lotta contro le concezioni errate, tanto in Cina che all'estero, il pensiero di Mao Zedong ha riportato grandi vittorie e ha sviluppato il marxismo-leninismo, portandolo ad una nuova tappa storica.

    I revisionisti moderni sono i principali nemici del marxismo-leninismo; lo «riformano» e lo attaccano. Per questo dobbiamo continuare a condurre una lotta senza compromessi contro i revisionisti moderni preservando la purezza del marxismo-leninismo. Noi crediamo fermamente che riporterà una vittoria completa e totale sul revisionismo e che, nel corso di questa lotta, si arricchirà e si svilupperà ancora di più. La verità vincerà l'errore: questa è la legge oggettiva dello sviluppo della verità e la stessa legge di sviluppo del marxismo-leninismo. Esiste un atteggiamento metafisico che non vuole ammettere che la lotta tra verità ed errore sia la forza motrice della verità; considera che questa lotta e la polemica tra opinioni diverse non solo non è la forza motrice dello sviluppo della verità, ma è anzi un ostacolo per lo sviluppo della verità. Secondo questa interpretazione la verità si sviluppa al di fuori della lotta e in maniera indipendente: questo punto di vista è completamente sbagliato.

    Innanzi tutto, ciò non corrisponde alla realtà: verità ed errore hanno un'esistenza oggettiva e si determinano reciprocamente. La lotta è indipendente dalla nostra volontà. Non è possibile rifiutare la lotta contro l'errore: se tu non lo combatti, sarà lui a combatterti. L'esistenza stessa della verità costituisce una minaccia per l'errore, e gli elementi di errore tentano sempre, in ogni modo, di soffocare la verità. La verità dunque può esistere e svilupparsi solo nella lotta contro l'errore.

    Inoltre, questa opinione confonde due questioni ben distinte: il fatto che l'errore e la verità si escludano reciprocamente e che l'errore sia un ostacolo per lo sviluppo della verità, e il fatto che la lotta tra la verità e l'errore sia la forza motrice dello sviluppo della verità. Questi due fatti sono evidentemente legati fra loro; ed è proprio l'ostacolo dell'errore allo sviluppo della verità a determinare la lotta fra i due; ma questa lotta non costituisce un ostacolo allo sviluppo della verità. Lungi dall'ostacolarla, supera l'errore e genera una grande forza che porta avanti la verità. Trarre la conclusione che questa lotta sia di impedimento allo sviluppo della verità è un errore.

    I dialettici primitivi dell'antichità conoscevano già i primi elementi di questo problema dello sviluppo della verità nella lotta tra la verità e l'errore e nel dibattito di opinioni diverse. Ritenevano che la controversia rivelasse le contraddizioni delle idee opposte e conducesse a una conclusione corretta. Per loro, la controversia era la via che conduceva alla conoscenza della verità attraverso la discussione è l'argomentazione. In questo consisteva ciò che si chiamava nell'antichità la dialettica: l'arte di svelare le contraddizioni nelle teorie opposte, attraverso la discussione e l'argomentazione, e di superarle per giungere alla verità. La concezione del materialismo dialettico, secondo cui la verità si sviluppa nella lotta contro l'errore, è un'applicazione e uno sviluppo notevole del pensiero dialettico.

    Ma perché nella lotta la verità finisce sempre per affermarsi sull'errore e a svilupparsi?

    Ciò è determinato dalla natura stessa della verità; la verità è il riflesso corretto della realtà oggettiva e la conoscenza delle sue leggi. Per questo essa regge con successo alla prova del confronto, della discussione e della prassi.

    La verità non teme il confronto. Abbiamo visto che la verità e l'errore sono come la vita e la morte, la luce e le tenebre. Solo attraverso il confronto si manifesta la differenza; senza verità, l'errore non può manifestarsi; senza errore, la verità non può manifestarsi. Il vero e il falso, il bello e il brutto, il buono e il cattivo di ogni cosa si manifestano solo attraverso il confronto. Senza confronto non potremmo distinguerli. Lu Xun, in un suo saggio, Voltarsi a modo suo, fa questo esempio: spesso, certi scambiano per minerale d'oro un certo tipo di solfato di rame e non bastano semplici discorsi a far loro comprendere la differenza tra i due metalli,

    ma è sufficiente trovare un pezzetto di vero oro e farglielo soppesare, perché dicano, con la morte nel cuore: «Ho capito». E dal momento che sanno riconoscere il vero oro, sanno riconoscere subito il solfato di rame.6

    Questa immagine mostra molto bene come la verità, al pari del vero oro, proprio nel confronto smaschera l'errore.

    La verità non teme la discussione: anzi, «più si discute e si argomenta, e più la verità si chiarisce». Poiché la verità corrisponde alle leggi dello sviluppo oggettivo, niente potrebbe essere più convincente e più eloquente della verità. Non c'è sofisma che possa confutare una legge oggettiva, e tantomeno la verità oggettiva. Non avviene la stessa cosa per l'errore; non corrispondendo alle leggi dello sviluppo oggettivo, non regge alla discussione. Nella lotta si smaschera sempre e deve mostrare la sua vera faccia, e la verità ne esce sempre vittoriosa e più splendente dal combattimento. Marx ha paragonato la verità all'incudine:

    La cosa migliore è ancora paragonare la verità all'incudine: più è forte il colpo che riceve, più la scintilla è splendente.7

    Non c'è una sola verità al mondo che attraverso la lotta non si sia rafforzata.

    La verità non teme la verifica della prassi: la prassi è come la fiamma; nella prassi tutte le verità si forgiano e diventano più salde, mentre tutti gli errori vengono ridotti in cenere. Un proverbio dice che «il vero oro non teme il fuoco». La verità è un oro puro capace di superare la prova della prassi. La prassi, base e criterio della verità, è anche l'elemento fondamentale per vincere l'errore. È la prassi a decidere, in ultima istanza, il risultato della lotta tra verità ed errore. Questa lotta non si allontana dalla prassi, ma viene portata avanti su di essa. Il processo della lotta tra la verità e l'errore è il processo stesso della prassi.

    Come scrive Mao:

    Attraverso la prassi scoprire le verità, e ancora attraverso la prassi confermarle e svilupparle.8

    In conclusione: è fondamentalmente per il suo carattere oggettivo che la verità può vincere l'errore; se si accorda alle leggi dello sviluppo oggettivo, la verità è inconfutabile. Quali che siano la durata e le difficoltà della lotta, la verità finisce sempre per affermarsi.

    Alcuni non riescono a concepire un simile processo, non sanno conquistare la verità attraverso la lotta, fuggono le avversità e ritengono che quanto più ci si allontana dall'avversario, più la verità raggiunta è pura. In realtà, questa concezione è sbagliata. La verità si forgia e si sviluppa nel corso della lotta contro l'errore. Solo la verità conquistata attraverso una dura lotta è incrollabile e in grado di affrontare le tempeste. Una verità coltivata in serra non può battersi vittoriosamente contro un'idea sbagliata. Per questo Mao Zedong ci insegna a impadronirci della verità nella lotta e nella discussione. Egli ha paragonato la lotta a un vaccino: aumenta l'immunità e rafforza la capacità di distinguere il vero e il falso.

    È attraverso il confronto del vero e del falso, infatti, che si può apprezzare profondamente la grandezza e lo splendore della verità. Se si comprende fino a che punto le correnti di Bernstein e Kautsky abbiano «revisionato» il marxismo, si apprezza la grande opera di Lenin per salvaguardare e sviluppare il marxismo; se si comprendono tutti gli errori opportunistici di destra e di «sinistra» con cui entrò in conflitto, si comprende profondamente la giustezza e la grandezza del pensiero di Mao Zedong, e così si può acquisire una sicura fiducia nel marxismo, nel leninismo e nel pensiero di Mao Zedong. Diciamo ancora: gli elementi di errore possono, a partire dal negativo, sollevare problemi, suscitare una riflessione più approfondita e condurre alla ricerca della verità. Gli stessi elementi possono a volte avere un ruolo formativo: è l'insegnamento dell'esperienza, da cui si può trarre profitto nella ricerca della verità, che ci può impedire di ricadere nell'errore.

    Il fallimento può divenire la madre dei successi solo se sappiamo fare un bilancio coscienzioso degli insuccessi.

    Può allora servire allo sviluppo della verità.

    Perciò applicare correttamente le leggi dello sviluppo della verità nella lotta contro l'errore significa sviluppare la verità e mettere in azione una importante leva dello sviluppo scientifico.

    La direttiva di Mao «Che cento fiori fioriscano, che cento scuole gareggino» è una applicazione di questa legge e non può che provocare lo sviluppo culturale e scientifico del socialismo. In base a questa direttiva, il proletariato può risolvere correttamente nel mondo spirituale le contraddizioni all'interno del popolo. «Che cento fiori fioriscano, che cento scuole gareggino» non è un fine, ma un mezzo per raggiungere la verità. Non vogliamo la discussione per la discussione, né gareggiare per il piacere di gareggiare; ma, attraverso la discussione e il confronto, contiamo di distinguere il vero dal falso, vincere l'errore, far apparire chiara la verità.

    Alcuni temono di mettere in pratica questa direttiva, perché non ne comprendono la natura. Temono che coloro che si oppongono al marxismo-leninismo utilizzino questa direttiva per i loro attacchi. Naturalmente ciò può accadere. Ma i marxisti-leninisti non hanno paura, perché il marxismo-leninismo è una verità oggettiva che ha ripetutamente superato la prova della prassi e la verità è inconfutabile. Il marxismo-leninismo si è sviluppato nella lotta contro ogni genere di errori. Siamo profondamente convinti che si affermerà su tutte le assurdità e su tutte le critiche sbagliate, dal momento che corrisponde alla verità oggettiva delle leggi dello sviluppo sociale. La verità vincerà l'errore: è la legge dello sviluppo della verità ed è anche la legge dello sviluppo del marxismo leninismo.

     

     


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    [testo contenuto nel sito http://www.homosapiensplus.altervista.org]