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Indice

  • Note iniziali
  • Introduzione
  • Capitolo 1. La veritÓ oggettiva

    Capitolo 2. La prassi Ŕ il criterio della veritÓ

    Capitolo 3. VeritÓ relativa e veritÓ assoluta

    Capitolo 4. La veritÓ concreta

    Capitolo 5. La lotta tra la veritÓ e l'errore

     

     
    Conoscenza e veritÓ secondo la Teoria del Riflesso

     

    di Chang En-tse

     

    Capitolo V

     

    LA LOTTA TRA LA VERITÀ E L'ERRORE

     

    2. L'origine dell'errore nella conoscenza umana.

    Il compito autentico della conoscenza umana è la ricerca della verità. Ma nel processo della conoscenza può prodursi l'errore. L'errore commesso da qualche persona in qualche circostanza ben determinata è talvolta evitabile, ma se si considera l'insieme del processo della conoscenza umana, o l'insieme del processo della conoscenza nella vita intera di un uomo, l'errore è inevitabile. Verità ed errore sono come due fratelli gemelli che nascono nel corso dello sviluppo della conoscenza umana; gli uomini vanno necessariamente verso la conoscenza della verità e commettono necessariamente degli errori. Il processo della conoscenza ha questa particolarità, che può creare sia verità viventi che errori, che possono nuocere allo sviluppo della verità.

    Il fatto che l'errore appaia nel corso della conoscenza umana ha delle origini di classe e delle origini gnoseologiche.

    Da quando esiste la lotta di classe, non c'è pensiero umano che non abbia un'impronta di classe; gli uomini appartengono a gruppi divisi in classi differenti, ciascuno considera la realtà a partire da interessi di classe differenti e ciò produce diversi tipi di conoscenza. In linea generale, le classi rivoluzionarie si attengono in misura diversa alla verità e le classi reazionarie al contrario considerano prezioso l'errore.

    Per servire i loro interessi e chiudere gli occhi alle masse, impiegano tutte le loro forze a lodare e vantare ogni tipo di assurdità, a inventare e propagandare di proposito ogni sorta di sofismi, per imbrogliare le masse e confondere loro il vero e il falso. Se le classi reazionarie temono a tal punto la verità è perché non ne hanno interesse. Tutti i loro interessi sono in contraddizione con le leggi dello sviluppo storico; svelare la verità delle leggi della storia significa proclamare il loro annientamento. Così i loro interessi di classe esigono che dissimulino e falsifichino la verità e propagandino l'errore. Le classi rivoluzionarie, al contrario, rappresentano le forze progressiste della storia, i loro interessi vanno di pari passo con lo sviluppo storico. Esse mostrano la vera fisionomia della storia e si attengono alla verità. Il proletariato è la classe più rivoluzionaria della storia ed è contemporaneamente quella che ama più ardentemente la verità. Si può dire che tutte le verità gli sono necessarie e tutti gli errori sono suoi nemici. La caratteristica della classe è in perfetto accordo con la sua natura scientifica; è la classe che può attenersi alla verità nella maniera più completa.

    Dal momento che, nella società divisa in classi, il carattere di verità o di errore della conoscenza umana ha una origine di classe, ne consegue necessariamente che la lotta tra la verità e l'errore acquisti un carattere di lotta di classe. In tale società questa lotta diventa anche una lotta di classe che tocca le forme di coscienza. Il proletariato deve condurre la lotta contro tutte le assurdità delle classi reazionarie, e solo smascherando i loro errori e i loro inganni potrà fare avanzare la verità. Anche nella società socialista esiste la lotta delle classi. Mao ha scritto:

    La società socialista è una fase storica molto lunga. Nel corso di questa fase le classi, le contraddizioni di classe e le lotte di classe continuano ad esistere, come la lotta tra le due vie socialista e capitalista e il pericolo di restaurazione del capitalismo.3

    Se le classi e la lotta di classe continuano a esistere nella società socialista, anche le origini di classe dell'errore sussistono e la lotta tra verità ed errore conserva necessariamente un carattere di classe.

    Il marxismo considera che in una società divisa in classi gli errori che commette la conoscenza umana abbiano principalmente un'origine di classe, che continua a svolgere un ruolo finché esistono le classi e l'influenza delle classi.

    Tuttavia l'errore ha anche origini specificamente gnoseologiche.

    L'errore è il risultato di una discordanza tra il soggettivo e l'oggettivo. La conoscenza umana è il riflesso del mondo esterno, ma il mondo oggettivo è pieno di contraddizioni, è in sviluppo continuo e la conoscenza che ne possono avere gli uomini non può sfuggire ai limiti che le sono imposti da molteplici condizioni; quindi questa discordanza è difficile da evitare. La frattura tra soggettivo e oggettivo si presenta generalmente in due modi diversi. Nel primo caso, il soggettivo e il pensiero rimangono arretrati rispetto allo sviluppo oggettivo, si attardano su concezioni sorpassate e si basano su un vecchio punto di vista per conoscere nuove realtà, schiavi di pregiudizi radicati da molto tempo. Ciò produce l'errore. L'opportunismo di destra ne è un esempio storico. Nell'altro caso, il soggettivo e il pensiero vanno al di là di una tappa determinata dello sviluppo oggettivo; alcuni scambiano le loro fantasie per realtà, altri tentano di realizzare con tutte le forze nel presente ideali che sono realizzabili solo nell'avvenire, e si allontanano dalla realtà, il che nell'azione si esprime con l'avventurismo. Questi due casi costituiscono una frattura tra soggettivo e oggettivo, tra conoscenze e realtà, e sono una causa di errore. Mao scrive giustamente:

    La frattura tra soggettivo e oggettivo, il distacco della conoscenza dalla pratica sono caratteristiche dell'idealismo e del materialismo meccanicistico, dell'opportunismo e dell'avventurismo.4

    L'origine di una tale frattura non è esterna al processo della conoscenza; anzi, è presente nel corso stesso del processo di sviluppo della conoscenza. Il movimento della conoscenza supera costantemente le contraddizioni tra il soggettivo e l'oggettivo. L'esistenza determina il pensiero, il soggettivo riflette l'oggettivo, ma nella dinamica della contraddizione tra soggettivo e oggettivo, la soggettività umana non è inerte e passiva, è anzi attiva e trainante; questo comporta che il soggettivo possa allontanarsi dall'oggettivo. Questa è la fonte gnoseologica fondamentale degli errori che la coscienza umana può commettere. Questa origine esisterà finché la conoscenza non si arresterà e l'errore sarà sempre possibile.

    In ciò consiste l'imperfezione metodologica della conoscenza umana, che può sempre far passare questa possibilità in realtà e originare errori. I vizi di metodo più frequenti sono l'unilateralità, la superficialità, il soggettivismo e la sclerosi. Come abbiamo visto, la conoscenza è un processo complesso, il cui movimento non è lineare ma sinuoso. Se la dialettica è difettosa, questo movimento complesso si semplifica e si scambia la parte per il tutto, l'apparenza per l'essenza, ci si allontana dalla verità e si cade nell'errore. Come scrive Lenin:

    La conoscenza umana non è (non segue) una linea retta, ma una curva, che si approssima infinitamente a una serie di circoli, a una spirale Ogni segmento, frammento, tratto di questa curva può essere tramutato (unilateralmente) in una linea retta a sé stante, indipendente, che (se gli alberi impediscono di vedere la foresta) conduce alla palude, al pretismo (dove viene ancorata dall'interesse di classe delle classi dominanti). Il carattere rettilineo e unilaterale, l'irrigidimento e la sclerosi, il soggettivismo e la cecità soggettiva: ecco le radici gnoseologiche dell'idealismo.5

    Il marxismo ritiene che la condizione necessaria per superare l'errore sia la ricerca della sua origine. In una società divisa in classi, per superare completamente gli errori creati dai motivi di classe, bisogna per prima cosa schiacciare le classi reazionarie: il mezzo più radicale è la rivoluzione. Gli errori sono naturalmente di ogni sorta, ne esiste un buon numero all'interno del popolo. Nelle condizioni di una società socialista, gli errori all'interno del popolo hanno sia origini gnoseologiche che di classe; è essenziale superarli con l'aiuto dei metodi critici e dialettici. Molti sono spesso condizionati da metodi di pensiero inadeguati; così è molto importante, per superare gli errori, superare i metodi di pensiero unilaterali, superficiali, sclerotizzati e soggettivi.

    Ma nei confronti dell'errore, qualunque sia, non si può adottare un atteggiamento di compromesso. È necessario condurre una lotta per superarlo e promuovere lo sviluppo della verità. Si tratta di un principio comune inamovibile mentre le forme e i metodi di lotta possono variare.

    La verità si sviluppa nel corso della lotta contro gli errori di ogni genere.

     

     


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    [testo contenuto nel sito http://www.homosapiensplus.altervista.org]