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Indice

  • Note iniziali
  • Introduzione
  • Capitolo 1. La veritÓ oggettiva

    Capitolo 2. La prassi Ŕ il criterio della veritÓ

    Capitolo 3. VeritÓ relativa e veritÓ assoluta

    Capitolo 4. La veritÓ concreta

    Capitolo 5. La lotta tra la veritÓ e l'errore

     

     
    Conoscenza e veritÓ secondo la Teoria del Riflesso

     

    di Chang En-tse

     

    Capitolo III

     

    VERITÀ RELATIVA E VERITÀ ASSOLUTA

     

    3. La verità assoluta.

    C'è una verità assoluta? Nella storia della filosofia alcuni lo negano. La loro risposta a questa questione è che il processo della conoscenza umana non è che una serie di teorie diverse che si sostituiscono le une alle altre. Ciò che oggi viene considerato una verità, domani sarà rifiutato.

    Ogni conoscenza si trasforma, niente è stabile e sicuro; ciò vorrebbe dire che non ci sono che verità relative e non esiste fondamentalmente nessuna verità assoluta. Questo punto di vista filosofico si chiama relativismo.

    Al contrario, il materialismo dialettico risponde affermativamente alla nostra domanda. Lenin scrive:

    Essere materialisti vuol dire ammettere la verità oggettiva che ci è rivelata dagli organi dei sensi. Ammettere la verità oggettiva, e cioè la verità indipendente dall'uomo e dal genere umano, vuol dire ammettere, in un modo o nell'altro, la verità assoluta.7

    Dal fatto che, nel processo della conoscenza umana, le diverse teorie si succedono e si sostituiscono le une alle altre, il relativismo conclude che la verità assoluta non esiste; si tratta di una conclusione unilaterale e sbagliata. Il marxismo, l'abbiamo visto, non mette in dubbio per un solo istante la relatività della verità, e non nega che il processo della conoscenza si presenti come una successione di dottrine che si sostituiscono le une alle altre. Ma questo non va interpretato in maniera nichilista. Questa successione manifesta lo sviluppo della conoscenza umana. La sostituzione di una dottrina a un'altra non rappresenta un semplice cambiamento: costituisce un'evoluzione positiva, da un grado inferiore a un grado superiore, da un apprendimento unilaterale del mondo a un apprendimento che ne coglie tutti gli aspetti. Molto spesso, una nuova teoria mantiene gli aspetti positivi già acquisiti delle teorie precedenti e li sviluppa scientificamente come dimostrano chiaramente gli esempi portati prima a proposito dello sviluppo della teoria della struttura della materia e della teoria del sistema solare. Dalla teoria atomica antica alla teoria elettronica contemporanea - passando per la teoria atomica moderna quando una teoria nuova rimpiazza l'antica, non la nega in modo semplice: integra gli elementi di verità scientifica che conteneva e li sviluppa continuamente. Così, dopo che Copernico ebbe fondato la teoria eliocentrica, Keplero, Galileo e Newton ne fecero una premessa evidente delle proprie teorie e la assunsero come base delle proprie ricerche.

    Possiamo prendere un nuovo esempio per esporre questo problema: lo sviluppo della teoria della luce. Nel 1704, Newton, nella sua Ottica, propose la teoria corpuscolare della luce. Nello stesso periodo, lo scienziato olandese Huygens concepì una teoria ondulatoria della luce. Ognuna delle due teorie era in grado di spiegare certi fenomeni ottici, e l'una non poteva rifiutare l'altra. Ma il prestigio di Newton era tale che la sua teoria corpuscolare prevalse per un secolo. Quando più tardi si scoprirono certi fenomeni che la teoria corpuscolare non poteva spiegare, allora la teoria ondulatoria prese il primo posto. La teoria corpuscolare riteneva che i corpi, emettendo luce, proiettano piccolissime particelle di materia, il cui movimento raggiungeva una notevole velocità. Secondo questa teoria, le particelle di materia erano distanti le une dalle altre e la luce era appunto composta da queste particelle emesse separatamente. Ciò induceva a considerare il fenomeno luminoso un processo discontinuo. La teoria ondulatoria, d'altra parte, considerava che esistesse un corpo particolare, l'etere, che riempiva lo spazio interstellare. Era una specie di struttura intermediaria in cui i corpi, emettendo luce, provocavano delle onde il cui movimento vibratorio si diffondeva a ondate. Il fenomeno luminoso veniva così considerato un processo continuo. In seguito, la scoperta di fatti sperimentali, che la teoria ondulatoria non poteva spiegare, portò alla comparsa di una nuova teoria corpuscolare. Nel 1900, Plank avanzò la teoria quantistica della luce. Secondo questa teoria, la luce non circolava come flusso continuo, ma in modo discontinuo, sotto forma di particelle emesse o assorbite una ad una. Plank chiamò queste particelle «quanti». Questa teoria quantistica sembrava una negazione della teoria ondulatoria e un ritorno alla teoria corpuscolare. Invece riprendeva la teoria corpuscolare a un livello molto superiore; in effetti, l'antica teoria corpuscolare considerava le particelle come semplici granelli di materia e le concepiva in maniera puramente meccanicistica, mentre la nuova teoria quantistica riteneva che i «quanti» avessero una natura elettromagnetica.

    La teoria dei «quanti» non poteva ancora spiegare in modo soddisfacente fenomeni fisici come la rifrazione luminosa, gli effetti di riflessione luminosa, di dispersione, di diffrazione ecc., che precedentemente avevano trovato una spiegazione molto semplice nella teoria ondulatoria. Tuttavia spiegava molto facilmente tutti i fenomeni che si verificavano nell'atomo e nella molecola, attraverso il rapporto tra l'emissione e l'assorbimento di cui la teoria ondulatoria non poteva rendere conto.

    Si può dunque vedere come ognuna di queste due teorie non poteva spiegare che certi aspetti del fenomeno luminoso e non il fenomeno nel suo complesso.

    Solo recentemente i fisici sono riusciti a compiere, in un'unica teoria, la sintesi della teoria ondulatoria della luce e della teoria dei quanti.

    Nello sviluppo della teoria della luce, le teorie si sono dunque susseguite senza che nessuna abbia mai potuto essere considerata la verità assoluta e definitiva. Lo stesso avviene con la teoria attuale, che non rappresenta nulla di più che una nuova tappa sulla via che conduce a una verità più profonda. È indiscutibile che si tratta di una verità più approfondita, più adeguata, più completa delle teorie di Newton e di Huygens. Ma questo ci può autorizzare forse a dire che queste teorie non contenevano alcun elemento di verità assoluta? Certamente no, perché, anche se per certi aspetti erano meno complete e meno avanzate, contenevano tuttavia elementi acquisiti definitivamente e irrefutabili, elementi di verità assoluta. La teoria corpuscolare di Newton e la teoria ondulatoria di Huygens riflettono ognuna un aspetto del movimento della luce: la prima, per il suo carattere discontinuo, la seconda, per il suo carattere di continuità. L'attuale teoria che sintetizza le due teorie, mostra l'unità di questi due aspetti.

    L'esempio dello sviluppo della teoria della luce ha dimostrato, ancora una volta, che è sbagliato concludere che la verità assoluta non esiste per il fatto che una teoria si sviluppi e le teorie si susseguano le une alle altre. Al contrario, questo ci deve fare giustamente riconoscere la verità assoluta; in effetti, ogni nuova teoria è un passo avanti, uno sviluppo che aumenta la parte di verità irrefutabile, la parte di verità assoluta.

    La storia dello sviluppo della filosofia ce lo dimostra ugualmente. Un aspetto della storia della filosofia è la storia della lotta tra il materialismo e l'idealismo ed è nello stesso tempo la storia del continuo sviluppo del materialismo. Nel corso dello sviluppo della filosofia, il materialismo ha assunto varie forme, e ognuna ha rappresentato una tappa dello sviluppo della conoscenza umana, in questo relativa. Ma ogni volta che una nuova forma di materialismo rimpiazzava una forma antica, ciò rappresentava uno sviluppo e un approfondimento della conoscenza della verità da parte degli uomini, e costituiva un passo avanti verso la verità assoluta. Quando Marx ed Engels fondarono il materialismo dialettico e il materialismo storico, ciò rappresentava il più notevole risultato dello sviluppo della filosofia materialista; tuttavia, la filosofia marxista non ha affatto «esaurito» la verità e anch'essa ha bisogno di essere continuamente sviluppata.

    La nascita della filosofia marxista fu una rivoluzione nella storia dello sviluppo della filosofia: ma questa rivoluzione non può essere un risultato senza rapporto con la filosofia precedente. Non potremmo pretendere che lo sviluppo filosofico anteriore a Marx non presenti alcun elemento solido e consistente, alcun aspetto di verità assoluta. In realtà, la filosofia premarxista non ha cessato di accumulare elementi di verità assoluta e per questo ha costituito i presupposti ideologici necessari per la creazione di una filosofia più profonda e più perfetta.

    La filosofia marxista è la grande sintesi di tutto lo sviluppo filosofico precedente, la grande sintesi dello sviluppo della verità. Senza i risultati accumulati nel corso del lungo sviluppo della filosofia antica, la creazione del marxismo non sarebbe stata possibile.

    Da tutto questo si può vedere come lo sviluppo delle scienze della natura e delle scienze sociali manifesti l'esistenza della verità assoluta. Nel processo dello sviluppo scientifico, la verità assoluta si accumula e si accresce continuamente. La conoscenza umana consiste nell'apprendere progressivamente la verità assoluta e nell'avvicinarsi passo per passo, attraverso lo sviluppo scientifico, di teoria in teoria, di dottrina in dottrina. Come scrive Lenin:

    I limiti di approssimazione delle nostre conoscenze alla verità oggettiva assoluta sono storicamente legati alle condizioni storiche, ma l'esistenza di questa verità è senza condizioni, come è incondizionabile il fatto che noi ci avviciniamo ad essa. I contorni del quadro sono storicamente condizionati ma è incondizionato il fatto che questo quadro rappresenta un modello oggettivamente esistente. Storicamente condizionati sono l'epoca e le condizioni in cui abbiamo progredito nella nostra conoscenza della natura delle cose fino a scoprire l'alizarina nel catrame e gli elettroni nell'atomo, ma ciò che non è per nulla condizionato è che ogni scoperta di questo genere è un passo avanti della «conoscenza oggettiva assoluta». In una parola, ogni ideologia è storicamente condizionata, ma è incondizionato il fatto che ad ogni ideologia scientifica (a differenza, per esempio, dell'ideologia religiosa) corrisponde una verità oggettiva, una natura assoluta.8

    Il marxismo contemporaneamente riconosce l'esistenza della verità assoluta e ritiene che la verità sia relativa; come possiamo concepire il rapporto della verità relativa con la verità assoluta?

     

     


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