Ritorna alla pagina iniziale Ritorna alla pagina iniziale

Indice

  • Note iniziali
  • Introduzione
  • Capitolo 1. La veritÓ oggettiva

    Capitolo 2. La prassi Ŕ il criterio della veritÓ

    Capitolo 3. VeritÓ relativa e veritÓ assoluta

    Capitolo 4. La veritÓ concreta

    Capitolo 5. La lotta tra la veritÓ e l'errore

     

     
    Conoscenza e veritÓ secondo la Teoria del Riflesso

    di Chang En-tse

     

    Capitolo III

     

    VERITÀ RELATIVA E VERITÀ ASSOLUTA

     

    Scrive Lenin:

    l. Esiste una verità oggettiva? Ossia, possono le rappresentazioni mentali dell'uomo avere un contenuto indipendente dal soggetto, indipendente sia dall'uomo che dal genere umano?

    2. Se sì, le rappresentazioni umane che esprimono una verità oggettiva possono esprimere senz'altro questa verità integralmente, incondizionatamente, assolutamente, o possono soltanto esprimerla in modo relativo, approssimativo? Quest'ultima questione è la questione del rapporto tra la verità assoluta e la verità relativa.1

    Si è risposto alla prima domanda. Bisogna ora riflettere sul problema del rapporto tra la verità relativa e la verità assoluta. Non si può farne a meno occupandoci della teoria della verità oggettiva perché ne costituisce una componente essenziale. Non comprendendo questo problema, non si potrebbe applicare in modo conseguente la teoria della verità oggettiva. I materialisti premarxisti ignoravano la dialettica e non comprendevano il rapporto tra la verità assoluta e la verità relativa e perciò le loro teorie della verità oggettiva non erano conseguenti. Marx applicò la dialettica alla teoria materialistica del riflesso e risolse scientificamente il rapporto dialettico tra la verità assoluta e la verità relativa. Si ebbe allora una teoria scientifica della verità oggettiva. Per questo il problema del rapporto tra la verità assoluta e la verità relativa è di fondamentale importanza per la teoria marxista della verità. Ma che cosa bisogna intendere per verità assoluta e verità relativa? È necessario che chiariamo che conoscere la verità è un processo.



    l. La conoscenza della verità è un processo.

    La filosofia marxista considera che la verità oggettiva esiste ma che la sua conoscenza non si esaurisce una volta per tutte. La conoscenza della verità oggettiva passa attraverso un processo storico. La verità relativa e la verità assoluta sono allora i due concetti filosofici che esprimono il processo storico della conoscenza della realtà oggettiva. Ciò che chiamiamo verità assoluta indica una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in maniera completa, incondizionata e assoluta. Ciò che chiamiamo verità relativa è dunque una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in modo approssimativo, incompleto e relativo.

    Sappiamo che la particolarità della conoscenza umana è il passaggio dall'ignoranza alla conoscenza, da conoscenze incomplete a conoscenze più complete, da verità relative a verità assolute. Nel corso di questo processo, la conoscenza e la verità si trasformano nel loro sviluppo. Non possiamo rappresentarci la verità come una realtà priva di vita e di movimento, né come un'immagine che esaurirebbe definitivamente ogni aspetto della natura, senza omettere il minimo dettaglio. Non si può sperare di avere un giorno «la fortuna» di incontrare questa immagine. La conoscenza umana progredisce continuamente dalla verità relativa alla verità assoluta, verso la conoscenza completa e definitiva della totalità del mondo oggettivo. Ma il processo non ha fine e non può compiersi in modo definitivo. È un cammino storico senza fine. Lenin ha detto:

    L'uomo non può mai cogliere la natura totale, la «sua totalità immediata», l'uomo non può che avvicinarsi indefinitamente a questo «punto» elaborando astrazioni, concetti, un'immagine scientifica del mondo ecc.

    Gli idealisti dicono: poiché la conoscenza del mondo oggettivo non può mai concludersi in modo definitivo, ciò dimostra che l'intelligenza umana è debole e incapace di raggiungere la verità. Questo punto di vista è errato. Lo sviluppo ininterrotto della conoscenza umana si impadronisce sempre più profondamente del mondo oggettivo, si avvicina continuamente alla verità assoluta, e questo dimostra chiaramente tutta la forza dell'intelligenza umana. Questa forza non consiste tanto nella capacità di raggiungere la verità assoluta, ma in questo avvicinamento continuo alla verità assoluta, passando continuamente dalla verità relativa alla verità assoluta. La verità assoluta non esiste indipendentemente dalla verità relativa; essa si forma progressivamente, per accumulazione di verità relative. La verità assoluta è costituita dalla somma delle verità relative che sono in continuo sviluppo. La storia dello sviluppo delle scienze dimostra pienamente che la conoscenza della verità è un processo, che la conoscenza umana è il processo dell'avvicinamento ininterrotto alla verità assoluta, a partire da verità relative.

    Possiamo prendere l'esempio del problema della struttura della materia. Più di duemila anni fa, il filosofo greco Democrito sostenne che l'universo e l'uomo stesso fossero composti di atomi impercettibili e indivisibili. Era un'idea molto profonda, ma ancora niente più che un'ipotesi, o un'intuizione indimostrabile scientificamente.

    La teoria atomica fu dimostrata nel corso dello sviluppo della scienza. Il punto di vista puramente intuitivo e non scientifico di Democrito fu superato, ma si può anche dire che fu sviluppata la teoria atomica di Democrito. Questo è lo sviluppo della conoscenza del genere umano verso la composizione della materia, ma è anche lo sviluppo della verità.

    Fu nel XIX secolo che la teoria atomica si affermò in modo completo. Numerosi scienziati ritennero che essa costituisse la verità più definitiva e più completa sulla struttura della materia. Ma ben presto si scoprì l'elettrone e la concezione della struttura della materia subì una vera rivoluzione. Da più di duemila anni l'atomo era sempre stato considerato la più piccola particella di materia, come un grano indivisibile. Oggi è provato che è composto di particelle ancora più piccole; lo sviluppo della fisica moderna dimostra che la struttura dell'atomo è estremamente complessa e si scoprono particelle fondamentali sempre più piccole: l'elettrone, il protone, il neutrone ecc. Si può tuttavia dire che la conoscenza ha esaurito la struttura della materia e ha raggiunto la verità assoluta? Certamente no. Ciò che noi ignoriamo è ancora immenso. La conoscenza umana si sviluppa senza tregua, si accresce, si estende, e si può certo essere sicuri che, fra qualche decina e fra qualche centinaia di anni, sulla struttura della materia ne sapremo diecimila volte di più. Lo sviluppo della conoscenza è illimitato, la nostra conoscenza della struttura della materia progredisce continuamente e gli uomini non esauriranno mai la verità definitiva. Anche la conoscenza della materia si approfondisce senza sosta e la verità si accresce e si rafforza; dalla teoria atomica dell'antichità alla teoria atomica moderna, dalla teoria atomica moderna alla teoria degli elettroni contemporanea, il processo della conoscenza della struttura della materia ha percorso tutti i passaggi che abbiamo riassunto. Ogni passaggio rappresenta una tappa particolare del processo di sviluppo della verità, del processo di avvicinamento progressivo alla verità assoluta attraverso le verità relative.

    Si può anche prendere l'esempio dello sviluppo della teoria del sistema solare. La teoria scientifica del sistema solare fu enunciata da Copernico. Prima di Copernico dominava la teoria sbagliata, professata da Aristotele e Tolomeo, secondo cui la terra costituiva il centro immobile dell'universo. Copernico rifiutò questa teoria e dimostrò la posizione centrale del sole, e che la terra, come gli altri pianeti, ruotava intorno al sole ruotando su sé stessa.

    Ma la dottrina di Aristotele e Tolomeo non era completamente assurda e conteneva alcuni elementi reali; Aristotele, per esempio, sostenne, per la prima volta nella storia delle scienze, che la terra era di forma sferica. Copernico e tutti gli scienziati successivi lo riconobbero.

    Anche se Copernico aveva fondato la teoria scientifica del sistema solare, non aveva certo risolto tutti i problemi. Il suo contributo principale fu la corretta comprensione della collocazione rispettiva della terra e del sole nel sistema solare. Ma non aveva risolto il problema delle leggi del movimento dei pianeti e in questo era rimasto fermo alla teoria tolemaica dell'orbita circolare. Keplero, nel corso di lunghe ricerche, scoprì che l'orbita dei pianeti intorno al sole non descriveva un cerchio, ma di fatto un'ellisse. Egli scoprì anche le tre leggi del movimento dei pianeti. Queste scoperte, realizzate sulla base del sistema di Copernico, superandone i limiti, segnarono una nuova tappa nello sviluppo della teoria del sistema solare. Sembravano soddisfacenti, ma non erano che leggi descrittive; non rispondevano che alla domanda del «come», ma non a quella del «perché», e non spiegavano la natura di questo movimento dei pianeti.

    La teoria della dinamica inaugurata da Galileo e definita da Newton - in particolare la teoria della gravitazione universale di Newton - spiegò più tardi la natura del movimento dei pianeti e fornì la ragione e un'unica spiegazione alle tre leggi di Keplero.

    Ma la dottrina di Newton non costituiva la spiegazione ultima e non poteva costituire una conclusione definitiva.

    Anche in questo campo, la verità fu raggiunta passo dopo passo. Da Aristotele a Copernico, da Copernico a Keplero, da Keplero a Galileo e a Newton. E Newton non ha concluso il processo. Ma, nel corso del processo di sviluppo della verità, attraverso le verità relative e incomplete acquisite in ciascuna di queste tappe, ci si avvicina sempre più alla verità assoluta.

    Come per la teoria della struttura della materia e la teoria del sistema solare, così anche tutte le altre scienze seguono lo stesso processo di sviluppo della conoscenza. Non esiste alcuna verità che possa essere raggiunta immediatamente; è necessario passare sempre attraverso un processo. È questo l'avvicinamento progressivo alla verità assoluta attraverso la verità relativa. Questa è la regola oggettiva dello sviluppo della verità. Engels ha scritto:

    Ora, la verità è interna al processo stesso della conoscenza, è all'interno dello sviluppo storico della scienza; dai livelli più bassi del sapere, la scienza si innalza, di tappa in tappa, sempre più, ma non potrebbe mai raggiungere un punto oltre il quale, scoperta chissà quale verità assoluta, non riuscirebbe ad andare oltre, e non rimarrebbe di meglio che ammirarla, stupefatti, e contemplarla con le braccia incrociare. Questo vale tanto per le conoscenze filosofiche come per ogni altra conoscenza e per la stessa prassi.3

    Ecco il significato della teoria della verità come processo. Solo impadronendosi di questa teoria, è possibile comprendere correttamente il problema del rapporto tra la verità relativa e la verità assoluta.

    Dobbiamo rispondere a questa domanda: perché la conoscenza della verità deve essere un processo e non può essere raggiunta immediatamente? Da cosa è determinata la relatività della conoscenza umana? È il problema della relatività della verità.

     

     


    Puoi stampare la presente pagina facendo click sulla stampante

    [testo contenuto nel sito http://www.homosapiensplus.altervista.org]