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Indice

  1. Il bombardamento come filosofia
  2. Il Piano Totality
  3. Il messaggio di Hiroshima
  4. Un'idea che veniva da lontano
  5. Mister Baruch e il buon uso dell'Onu
  6. Quando piacerà al presidente
  7. Relatività dell'arma assoluta
  8. Riportateci a casa La rivolta delle truppe Usa
  9. Venti caldi in arrivo dal Sud del mondo
  10. In attesa della terza invasione
  11. Il boomerang rosso

I testi contenuti in queste pagine provengono essenzialmente dai piani segreti del Pentagono, elaborati fra il 1945 e il 1957 e approvati dal presidente degli Stati Uniti, dal Consiglio per la Sicurezza Nazionale e dai Capi di Stato Maggiore degli USA, oggi resi pubblici in ragione della Legge per la Libertà d’Informazione, Freedom of Information Act.
Altre informazioni riportate provengono da personaggi a vario titolo coinvolti negli avvenimenti o da studiosi che hanno svolto indagini. Quindi nei testi è stato dato ampio spazio alle note che documentano la provenienza delle fonti d'informazione.

La digitalizzazione per l'inserimento in queste pagine è stata prodotta utilizzando un apposito programma di elaborazione e riconoscimento testi che potrebbe avere introdotto alcuni errori nella conversione. I testi digitalizzati sono stati riletti e corretti ma se necessitasse una esatta verifica dei nomi e dei dati più significativi è consigliabile affidarsi al volume originale "Il Secolo Corto" di Filippo Gaja, Maquis Editore.

Scarica il testo completo degli 11 capitoli e della conferenza in formato .rtf e zippato
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La filosofia del bombardamento: la storia da riscrivere

Presentazione*

Osservando il crescente impegno USA nello sviluppare conflitti in ogni regione del mondo sorge spontanea una domanda: la filosofia del bombardamento è diventata la nuova strategia degli Stati Uniti?
Come spiegare la barbara violenza degli USA proprio in questi anni, dopo il dissolvimento dell'Unione Sovietica?

Da quando gli Stati Uniti si presentano sulla scena mondiale come "l'unica superpotenza" hanno portato brutali aggressioni e guerre in ogni continente, stanno distruggendo interi paesi e minacciano già le prossime future “vittime”.
Da un lato, utilizzando la più sofisticata tecnologia bellica sterminano interi popoli; dall’altro con la tronfia retorica della difesa della libertà e con la manipolazione dell'informazione, costruiscono un abisso in cui scaraventano i propri cittadini e quelli dei paesi a essi incatenati politicamente, senza darne loro neppure la percezione.
Basta abbandonarsi senza resistenze davanti al televisore per cadere nel torpore dell'ebetudine politica, il passivo consumatore dei mezzi di comunicazione è fatalmente preso fra il sospetto di non sapere tutto e il dubbio di non sapere niente di niente.
Molti fatti che l'attualità porta oggi prepotentemente alla nostra attenzione come fenomeni inusitati la cui ragion d'essere si presenta a prima vista come indecifrabile, hanno le loro radici nei decenni trascorsi e non possono in alcun modo essere spiegati se non cercandone in quelli la genesi.

L’attuale comportamento USA ne è un lampante esempio.

Negli ultimi anni sono stati resi di pubblico dominio numerosi documenti segretissimi del Pentagono, diventati accessibili ai ricercatori sulla base della Legge per la Libertà d’Informazione, Freedom of Information Act. che, gettando luce sugli ultimi decenni della politica Usa, ci permettono di capire che la filosofia del bombardamento che gli Stati Uniti manifestano con inaudita aggressività, ha radici molto lontane.
Quindi oggi è possibile fornire, innanzitutto ai giovani, vittime di una fase demenziale dell'involuzione culturale, che senza loro colpa mancano di una reale memoria storica, la dimostrazione della rigorosa consequenzialità che esiste fra passato e presente, e una traccia per ricostruirla.
La conoscenza dei fatti stravolge tutte le interpretazioni che via via ci sono state date ufficialmente o ufficiosamente dagli intellettuali addetti alla triste bisogna di servire il potere.
La storia quindi va interamente rivista alla luce di questi documenti per dare ad ogni azione la giusta collocazione.

La capacità critica è la maggiore delle necessità umane. Sapere, conoscere, è il primo dei diritti e il primo dovere dell’essere umano, verso se stesso e verso gli altri.
Vivere senza sapere è condannarsi a essere vittima, a vivere come una paglia al vento o a commettere atroci errori di giudizio. Dal sapere o non sapere dipende se la vita fa di noi un eroe, un criminale o una vittima.

Occorre avere un atteggiamento intransigente rispetto all'informazione, alla profondità, alla imparzialità e alla certezza dell'informazione; un atteggiamento spietatamente critico verso le omissioni e le tendenziosità; una avversione astiosa contro i manipolatori e i diffusori di falsità, siano essi giornalisti, politici, scrittori, esperti o accademici. Occorre odiare il sistema dei segreti e dei poteri occulti.
Una errata valutazione indotta da un dato di conoscenza falsato, può stravolgere una vita, mille vite, milioni di vite.

Per tutti quelli che non vogliono dimenticare e per quelli che non hanno mai saputo, proponiamo in queste pagine i primi 11 capitoli del volume "Il Secolo corto" scritto con puntigliosa rigorosità dallo storico marxista Filippo Gaja qualche anno addietro ma di una attualità incontestabile.

 

* questa presentazione è liberamente tratta da testi dell'autore.


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