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Indice

 

 

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IL CASO LYSENKO
I rapporti dialettici della natura e della società

Conclusioni

Naturalmente, quanto fino qui esposto non può essere inteso come esaustivo di nulla, tantomeno si tratta di misurare con una qualche ipotetica bilancia dove risiedano gli aspetti più negativi: se nel caso Lysenko o nell’uso classista della genetica negli Usa. Il problema non si pone nei termini di verificare la quantità degli errori, o abusi, che da una parte o dall’altra possano essere stati commessi e quindi far cadere la nostra preferenza sul “meno peggio”. Il problema essenziale risiede negli aspetti ideologici delle due società in cui si sono manifestati i fatti esposti che, se non vengono colti, non ne è possibile una valutazione complessiva. Le vicende legate a Lysenko sono accadute quando la genetica era ancora molto giovane e non tutto il mondo accademico aveva una visione precisa e univoca su di essa; oltretutto la difficile situazione della vita dei cittadini sovietici imponeva soluzioni immediate e quelle presentate da Lysenko davano indubbiamente i risultati migliori a breve scadenza; comunque l’aspetto più significativo ai nostri fini, rimane il fatto che ogni parte della contesa si proponeva l’obiettivo della soluzione dei gravi problemi della società, di conseguenza ammesso anche ipoteticamente che Lysenko fosse stato in mala fede e quindi mosso da sentimenti egoistici, ha comunque dovuto nasconderli, camuffandoli dietro la dichiarata volontà di lavorare per il bene della comunità. Quindi, scientificamente, un errore insito nelle contraddizioni dialettiche delle cose, la cui gravità deve anche evidenziare come sia possibile, e dannoso, un uso distorto o strumentale del materialismo dialettico.

Quanto esposto invece sull’uso pseudoscientifico della genetica negli Usa evidenzia un accanimento di classe, e conseguentemente razzista, che continua anche ai giorni nostri. Quindi non legato ad un contesto storico di conoscenze non ancora affermatesi definitivamente nell’ambiente accademico, ma portante di una società fondata sulla competizione e quindi sui privilegi dei vincitori e le conseguenti privazioni per i perdenti. Non “errori insiti nelle contraddizioni dialettiche”, ma esigenze vitali della società capitalista per perpetuare il suo dominio colonizzatore, dominatore, occidentale e bianco, proposto come modello di società, come concezione del mondo, scientemente disumanizzata, dove 12 milioni di bambini non dispongono della quantità minima di calorie necessarie e un uomo nero che vive ad Harem ha meno possibilità di raggiungere i 65 anni di un abitante del Bangladesh.

 


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[testo contenuto nel sito http://www.homosapiensplus.altervista.org]