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Indice

 

 

IL CASO LYSENKO
I rapporti dialettici della natura e della società

Una breve definizione della dialettica

Per una più semplice comprensione di quanto espresso più avanti nel presente documento iniziamo con una brevissima ma necessaria definizione della dialettica.

Engels la definisce come “la scienza delle leggi generali del moto e dello sviluppo della natura, della società umana e del pensiero”. Nell’Anti-Dühring e ne La dialettica della natura, Engels riassume le leggi della dialettica, partendo dalle tre fondamentali:

1) la legge della trasformazione della quantità in qualità e viceversa; per cui i singoli piccoli cambiamenti, insufficienti per determinare un cambiamento qualitativo, ad un certo punto hanno proprio quest’effetto: la quantità si trasforma in qualità, per cui i grandi cambiamenti avvengono per balzi e non gradualmente.

2) la legge dell’unità e compenetrazione degli opposti; per la quale nel pensiero dialettico non vi è l’idea di cambiamento e di moto, bensì la concezione di moto e di cambiamento come fenomeni che si fondano sulla contraddizione. Mentre la logica formale tradizionale cerca di bandire la contraddizione, il pensiero dialettico la accoglie. La contraddizione è un aspetto essenziale dell’essere; è insita nel cuore della materia stessa. È la fonte di tutto il moto, il cambiamento, la vita e lo sviluppo.

3) la legge della negazione della negazione; esprime la nozione di sviluppo. Invece di un circolo chiuso, in cui i processi continuamente si ripetono, questa legge spiega come il passaggio per contraddizioni consecutive porta in realtà allo sviluppo, dal semplice al complesso, dall’inferiore al superiore. I processi non si ripetono esattamente allo stesso modo (anche se così può sembrare), quando si ripresentano lo fanno ad un livello superiore.

Da esse scaturisce tutta una serie di proposizioni aggiuntive, che riguardano il rapporto tra intero e parte, forma e contenuto, finito ed infinito, attrazione e repulsione e così via.

Certamente questi concetti teorici non sono assimilabili con estrema semplicità, ma in un primo approccio è sufficiente mantenerne un pur vago ricordo, nell’ambito di queste note, così come in altre precedenti, sul carattere scientifico del materialismo dialettico e storico se ne vedrà affiorare l’applicazione pratica, cominciando proprio dal prossimo paragrafo.

 


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[testo contenuto nel sito http://www.homosapiensplus.altervista.org]